Chiesta al prefetto la convocazione delle parti
Dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori della Vigilanza Italia S.r.l., impiegati come addetti ai servizi fiduciari di portierato nelle sedi dell’Asp di Siracusa.
Il procedimento, che si combina con la richiesta di avvio delle procedure di raffreddamento, è stato comunicato dalla Fisascat Cisl Ragusa Siracusa in risposta al silenzio dell’azienda sui mancati pagamenti degli stipendi.
“Dopo Natale e Capodanno senza soldi, anche i Re Magi non passeranno dalle case delle trenta famiglie interessate – sottolinea la segretaria generale della Fisascat, Teresa Pintacorona – Lo stato di agitazione è il minimo che in questo momento si possa pretendere, ma al Prefetto abbiamo già chiesto la convocazione delle parti per l’avvio delle procedure previste dalla legge in materia di conciliazione prima di ulteriori azioni come lo sciopero”.
La vicenda viene seguita anche dal segretario generale della Ust Cisl Ragusa Siracusa, Giovanni Migliore, che ha rimarcato ulteriormente la denuncia presentata dalla Federazione:“Un comportamento irresponsabile e inconcepibile quello dell’azienda – ha detto Migliore – Nonostante le numerose sollecitazioni, sono riusciti a non pagare gli stipendi di novembre e dicembre”.
“Ormai bisogna rompere qualsiasi indugio, evidentemente la Vigilanza Italia ha una visione che non coincide con i diritti dei propri dipendenti – hanno aggiunto Migliore e Pintacorona – Il tavolo prefettizio sarà quello istituzionale attorno al quale riportare alla ragione questa azienda. Un’azienda che – hanno ricordato ancora i due segretari – ha deciso unilateralmente la rateizzazione della tredicesima e quattordicesima senza nessun accordo sottoscritto nè individuale nè sindacale. A questo si aggiunge la mancata cessione del quinto alle finanziarie di riferimento
aumentando, così, le difficoltà economiche delle famiglie.
Non basteranno più le rassicurazioni via chat – hanno concluso i due segretari – i lavoratori, che continuano a svolgere il loro servizio assicurando turni quotidianamente, sono stanchi degli imbarazzanti messaggi e delle false
rassicurazioni aziendali”.
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