Stefano muore per soffocamento meccanico, causato da una manovra di contenimento in una comunità alloggio
Ricorre oggi il sedicesimo anniversario della morte di Stefano Biondo, il giovane siracusano disabile psichico di soli 21 anni, che perse la vita nel gennaio 2011 all’interno di una comunità alloggio siracusana, dove era stato ricoverato appena il giorno prima.
Stefano muore per soffocamento meccanico, causato da una manovra di contenimento.
“E’ trascorso molto, troppo tempo dalla morte di Stefano Biondo -dichiara l’avvocato Salvatore Lo Vecchio, legale della famiglia del giovane e di Rossana La Monica, sorella e tutrice di Stefano – Purtroppo, le varie vicende processuali (richiesta di archiviazione della Procura, opposizione, conseguenti supplementi di indagine, appello, ecc.) hanno inevitabilmente ritardato i tempi del processo.
E’ tutt’ora pendente – prosegue -l’appello avverso la sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva pienamente accolto le rimostranze dei familiari di Stefano. L’ingiustizia è una minaccia per tutti. Noi invece confidiamo nella Giustizia”.
“Dopo anni di processi, rinvii, silenzi e attese, la giustizia non è mai arrivata – commenta la sorella di Stefano, Rossana La Monica – l’unico imputato, un infermiere condannato in primo grado a due anni per omicidio colposo, ha visto il reato prescritto in appello.
La prescrizione non è giustizia. È un fallimento dello Stato, un’ulteriore ferita inferta non solo alla memoria di Stefano, ma a tutte le famiglie che ogni giorno lottano per i diritti delle persone fragili.
Oggi – conclude – nel silenzio assordante delle istituzioni, saremo ancora una volta accanto a Stefano. Lo ricorderemo con amore, con rabbia, con la determinazione di chi non si arrende. Perché la memoria è resistenza. E la giustizia, anche quando negata, resta un dovere morale”.
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