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Recupero naturalistico della Riserva Fiume Ciane e Saline: la proposta del Libero Consorzio bocciata dalle associaizoni ambientaliste

ciane

L’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik” sollecita un urgente confronto con i tecnici dell’Ente

Rilievi critici mossi dall’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik” alla proposta  del Libero Consorzio Comunale di Siracusa su interventi per il recupero naturalistico della Riserva Fiume Ciane e Saline per la quale è stato disposto un finanziamento di 5.510.080 nell’ambito dei Fondi FERS 2021-2027.

“Varie associazioni ambientaliste – scrive il presidente Giovanni Randazzo – hanno contestato l’inutilità di gran parte degli interventi inseriti nella proposta progettuale oltre alla mancata previsione della ricostituzione dell’argine che negli anni ’80, alla cessazione dell’attività saliniera, separava le vasche dal mare, rilevando che la mancata manutenzione di tale opera aveva causato l’invasione marina su oltre un quarto della superficie salina e il ritiro della linea costiera, con alterazione dell’equilibrio idraulicoe pericolo di perdita delle saline.

La stessa proposta progettuale presentata dal Consorzio – insiste Randazzo – non soltanto attesta il marcato arretramento del tombolo costiero a protezione delle saline, ma anche prospetta il rischio, secondo le proiezioni fino al 2100, che l’area della foce del fiume Ciane potrebbe essere invasa dal mare per una estensione fino ad 1 Km nell’entroterra rispetto all’attuale linea di riva”.

Poi una serie di quesiti riguardanti la realizzazione di una avannotteria, con i rischi che ne possono conseguire anche ai fini della contaminazione ambientale in una R.N.O. precipuamente destinata alla salvaguardia del papiro.

“Perché un costo così straripante? Chi sarà chiamato a gestire l’incubatoio di fauna ittica, lo stesso Consorzio, con il proprio ridotto organico verosimilmente privo delle specializzazioni necessarie, o il servizio sarà affidato a terzi? E in quest’ ultimo caso con quali garanzie per l’interesse pubblico e la salvaguardia della R.N.O?”

“La ristrutturazione dell’edificio dismesso di proprietà del Consorzio di Bonifica 10 – suggerisce Randazzo –  potrebbe essere adibito, anziché ad avannotteria, a struttura di accoglienza per visitatori e studiosi.

Senza risposta sono rimasti i rilievi mossi avverso l’allestimento di un improbabile museo del sale, per un costo previsto di € 150.000, in un’area critica sensibile per l’avifauna.

Insufficiente sembra poi l’accenno alla necessità di liberare il papiro dall’abbraccio infestante dell’arundo donax, nel mentre nessun intervento è previsto per contenere la diffusione dell’acacia orrida, anch’essa considerata in premessa del progetto quale specie invasiva, laddove azioni di contrasto puntuali e incisive appaiono urgenti per consentire la sopravvivenza del papiro e la salvaguardia di un eco-sistema unico in Europa, nonché per restituire al corso del fiume, allo stato stagnante, la sua fluidità.

Infine – conclude Randazzo -anche gli altri interventi previsti (ad esempio € 680.000 per azioni di divulgazione) sembrano avere un carattere troppo vago e generico, senza chiara specificazione dei parametri utilizzati per la
quantificazione dei costi ammessi”.

Da qui la richiesta al Libero Consorzio di fornire risposte circostanziate e tempestive, anche tramite un confronto con i responsabili e tecnici “per verificare quali modalità in ipotesi esistano per una modifica degli interventi della proposta progettuale e per conoscere quali altre vie di finanziamento si possono ipotizzare a breve termine per la
realizzazione, anche previo aggiornamento del progetto già esistente, dell’intervento di ripristino dell’argine”.

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