Il Piano introduce per la prima volta una gerarchia d’uso dello spazio
“Nessuna confusione tecnica e nessuna volontà di suggerire problemi ingovernabili”: così interviene l’assessore alla Mobilità del Comune di Siracusa, Enzo Pantano, fornendo alcune precisazioni sul Piano della sosta sul quale è stato avviato il confronto con gli stakeholder.
“Il riferimento agli oltre 85 mila veicoli immatricolati a Siracusa, che diventano circa 90 mila includendo motoveicoli e flussi intercomunali stabili – dichiara – serve a descrivere il contesto strutturale della mobilità urbana, non a sovrapporre impropriamente proprietà e utilizzo simultaneo.
Ogni pianificazione seria della sosta e del traffico – prosegue – parte da un dato semplice: la pressione veicolare
potenziale in una città non è data solo dalle auto che circolano nello stesso minuto, ma dal rapporto complessivo tra spazio pubblico disponibile, funzioni urbane attrattive e abitudini consolidate di mobilità.
Il Piano – aggiunge – introduce per la prima volta una gerarchia d’uso dello spazio, che è l’unico modo per renderlo governabile nell’interesse di tutti, cittadini e residenti in primis.
È falso, poi, affermare che il Piano sia privo di una visione della domanda. La distinzione tra ambiti, rotazione, sosta breve e lunga, protezione della residenza e connessione con i parcheggi scambiatori è esattamente una risposta alla domanda reale, non teorica, che i parcheggi di via Elorina e via Von Platen non risolvano da soli il problema. Sono però una parte della soluzione, in una fase iniziale e certamente migliorabile.
Quanto ai pass, nessuna “eliminazione immotivata”. La revisione annunciata riguarda una semplificazione del sistema.
Sui servizi alternativi, l’obiettivo è contribuire a farli crescere, renderli progressivamente più competitivi
creando le condizioni perché vengano usati.
“Governare la sosta – conclude Pantano – non significa punire, significa distribuire in modo più equo una risorsa scarsa: lo spazio pubblico.
Il Piano della sosta è emendabile e il confronto con i cittadini è parte integrante del percorso. Ma sarà realmente utile se orientato, da una parte e dal’altra, a discutere soluzioni concrete e miglioramenti, non a negare l’esistenza del problema”.
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