Inviato al ministero del primo “faldone” di documentazione
Inviato al ministero del primo “faldone” di documentazione riguardante la procedura che porterà, salvo imprevisti, al riconoscimento ufficiale del marchio Igp per la “Patata novella di Siracusa”.
A darne notizia è Giovanni Cafeo, coordinatore della segretaria particolare dell’assessorato all’Istruzione e alla Formazione e responsabile regionale dei dipartimenti per la Lega Sicilia.
“La patata novella di Siracusa è una eccellenza prodotta nel nostro territorio da oltre cento anni – spiega Cafeo – uno di quei prodotti identificativi di un territorio generoso e fertile, coltivata con cura da generazione di agricoltori locali che ne hanno saputo individuare peculiarità e caratteristiche inconfondibili”.
Tra gli artefici principali di questo percorso c’è l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino che da subito ha abbracciato la proposta arrivata da Siracusa, tanto da nominare come consulente a titolo gratuito, già nel dicembre del 2025, l’agronomo Vincenzo Cultrera.
Proprio da Cultrera è partito l’input che ha spinto i 30 produttori di patata novella a riunirsi in associazione, con il fine di avviare l’iter verso il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Tipica, una strada non immediata ma che potrebbe portare alla successiva costituzione del relativo consorzio, con conseguente possibilità della creazione di ulteriori posti di lavoro, sia diretti sia legati alla promozione nel mondo di questa eccellenza.
Alla fase più tecnica della procedura ha partecipato il direttore dell’Ispettorato all’Agricoltura di Siracusa, il dottor Francesco Azzaro, coordinando le procedure e collaborando anche con il comitato tecnico scientifico, formato dai prof. Mauro Micali di UNICT e dalla prof.ssa Anita Ierna del CNR con la collaborazione del prof. Giuseppe Timpanaro, anch’egli dell’Università di Catania.
“Il procedimento dovrà superare vari step: l’istanza arriverà al dipartimento dell’Agricoltura di Palermo che poi la invierà al Ministero delle Politiche Agricole e Sovranità Alimentare; sarà poi lo stesso ministero a perorare la causa a Bruxelles fino al definitivo riconoscimento”: conclude Cafeo.
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