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L’inferno di Cavadonna, lamentate carenze di organico e strutturali

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Nella struttura detentiva nelle ultime settimane si stanno vivendo momenti di grande tensione

Sono tanti gli interventi che sottolineano le gravi carenze di organico e strutturali del carcere di Cavadonna dove, nelle ultime settimane, si stanno vivedo momenti di grande tensione.

Il senatore siracusano, Antonio Nicita, ha depositato un’interrogazione al Ministro della Giustizia.

“Il sovraffollamento – dice l’esponente del Pd – resta il nodo principale, con una popolazione detenuta stabilmente superiore alla capienza regolamentare. A questo si somma un organico di Polizia penitenziaria insufficiente rispetto alla pianta prevista e il mancato completamento delle funzioni gerarchiche dell’istituto: una struttura di comando incompleta significa catena decisionale fragile proprio nei momenti in cui servirebbe più salda.

Le proteste dei detenuti – prosegue – riguardano anche la qualità del vitto, i costi praticati nel sopravvitto, la rigidità del regolamento regionale sulla ricezione di generi alimentari confezionati dall’esterno.

Con l’interrogazione – aggiunge il senatore che ha invitato il sottosegretario Balboni a visitare al più presto la struttura – chiedo al Governo di riferire sui dati aggiornati relativi a presenze, capienza e organici; sui tempi per il completamento delle funzioni gerarchiche dell’istituto; sullo stato degli interventi di manutenzione straordinaria; sul potenziamento dell’assistenza sanitaria e psichiatrica; e sulle misure che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria intende assumere sulla qualità del vitto e sui criteri del sopravvitto, in raccordo con la Regione per quanto attiene alla disciplina sull’ingresso dei generi alimentari.

”Sulla situazione della Casa Circondariale di Siracusa l’attenzione del Governo Meloni e del Ministero della Giustizia è massima. Il DAP si è immediatamente attivato per mettere in campo misure organiche, sinergiche ed efficaci: contro chi ha fomentato la rivolta vi sarà la massima severità e tolleranza zero. Inoltre, a conferma dell’impegno diretto dell’Esecutivo, vi sarà a stretto giro la visita del Sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, già annunciata“.

Lo dichiarano in una nota congiunta il senatore Salvo Sallemi e il deputato Luca Cannata, entrambi parlamentari di Fratelli d’Italia.

Dopo aver riepilogato gli interventi del Governo per la sicurezza all’interno delle carceri, Sallemi e Cannata affermano: “Quanto avvenuto a Siracusa è grave e impone provvedimenti immediati affinché non si ripetano situazioni simili ma i dati e le azioni concrete dimostrano un impegno senza precedenti. Siamo certi che il sottosegretario Balboni saprà rappresentare con incisività il Governo attraverso azioni efficaci”.

“Mi auguro – interviene il deputato regionale di FI, Riccardo Gennuso – che vengano individuate e adottate al più presto le giuste misure per affrontare una situazione che non può più essere sottovalutata.

In particolare, auspico che l’aumento delle unità della Polizia penitenziaria possa avvenire in tempi rapidi. Rafforzare gli organici significa mettere gli agenti nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con maggiore sicurezza ed efficacia.

Esprimo la mia solidarietà agli appartenenti al Corpo coinvolti negli episodi – conclude Gennuso – e auspico che nessuno di loro abbia riportato conseguenze”.

Forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza della struttura, dei detenuti, del personale di custodia e di tutti gli operatori ivi impegnati viene espressa da Sabina Zuccaro, segretaria provinciale Fp Cgil, che in particolare evidenzia le condizioni di lavoro critiche del personale infermieristico dipendente Asp che opera presso la detta struttura.

“Gravi carenze strutturali e organico – lamenta Zuccaro – affliggono da tempo la Casa circondariale: dagli ascensori non funzionanti ai problemi organizzativi e di sovraffollamento che obbligano spesso il personale infermieristico a lavorare in condizioni di disagio e senza adeguata sorveglianza da parte del personale di sicurezza.

Tali difficoltà – prosegue – sono state aggravate in questi mesi da impianti di climatizzazione insufficienti o non
funzionanti, dall’esasperazione dei detenuti, dalla carenza di corrette misure organizzative.

Il personale medico e infermieristico – conclude – subisce oggi un forte disagio dovuto non solo alle già segnalate
(ma mai affrontate) carenze di organico ma anche per le ulteriori assenze per malattia del personale che è
stato coinvolto nei disordini”.

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