MENU
Articoli in evidenza
l'ordinanza

Inchiesta sull’Asp di Siracusa, il tribunale del Riesame: “Dal Dg Caltagirone mai comportamenti contrari ai doveri di ufficio”

caltagirone

Depositate ieri le motivazioni che hanno indotto il tribunale della libertà di Palermo a rigettare l’appello della procura

“Cade il castello di accuse che ipotizzava un asservimento della funzione pubblica di Alessandro Caltagirone agli interessi privati nella gara per i servizi di ausiliarato dell’Asp di Siracusa. L’ordinanza del Tribunale del Riesame di Palermo restituisce l’immagine di un dirigente che ha mantenuto un profilo di rigorosa neutralità e distacco“.

Così gli avvocati Giuseppe Seminara e Pietro Canzoneri riassumono il provvedimento dei giudici palermitani depositato ieri.

“Secondo i giudici del Riesame – evidenziano i due legali – i contenuti delle conversazioni intercettate, e i numerosi documenti contenuti negli atti probatori, smentiscono la tesi di un patto corruttivo.

In tutti gli incontri evidenziati nell’inchiesta, Caltagirone – che ‘i presenti descrivevano come estremamente riservato’ – non ha mai manifestato impegni o disponibilità, ‘reagendo con evidente riottosità’, laddove gli interlocutori ponevano il tema della procedura di gara, ‘chiudendo rapidamente gli incontri’, così come affermato dallo
stesso Tribunale.

Il Tribunale del Riesame, nelle motivazioni con cui ha rigettato l’appello della procura – proseguono gli avvocati –
mette in rilievo come Caltagirone, sin dai primi contatti intermediati, abbia ribadito la priorità delle procedure di gara regionali in corso, fornendone inoltre prova documentale in occasione dell’interrogatorio.

Relativamente al rinvio della procedura di gara di fine luglio – sottolòineano – il Tribunale ritiene che ‘il rinvio sarebbe stato motivato dall’esigenza di attendere gli sviluppi della parallela gara centralizzata CUC “Sanità 2” (Gara regione sicilia), rispetto alla quale quella dell’Asp Siracusa si configurava come gara ponte, onde evitare repentini stravolgimenti degli assetti in essere. In tal senso depongono anche le comunicazioni intercorse con la CUC in quel periodo, versate in atti, dalle quali emerge un effettivo interessamento (del Direttore generale Caltagirone) alla tempistica e all’esito della procedura centralizzata”.

“Il Tribunale del Riesame – aggiungono Seminara e Canzoneri – riconosce che il Direttore Generale era percepito dagli imprenditori come un interlocutore difficile, proprio a causa della sua indisponibilità a fornire rassicurazioni fuori dai canali legali.

Inoltre come stabilito dal Gip e dal Tribunale del Riesame che ‘Non vi è, inoltre, alcuna evidenza che Caltagirone abbia esercitato pressioni sulla stazione appaltante; i commissari asserivano, al contrario, di non aver mai avuto contatti diretti con lui’.

“Questa ordinanza ristabilisce la verità dei fatti – concludono gli avvocati  – e ribadisce (come peraltro già espresso dal Gip) come il comportamento di Caltagirone sia stato sempre integerrimo. Nella sua qualità di Direttore Generale non ha mai ceduto ad alcuna pressione, né ha mai mostrato disponibilità a favorire interessi privati, respingendo ogni ipotetico tentativo di interferenza e operando nell’esclusivo interesse della legalità e dell’amministrazione sanitaria”.

 

© E' VIETATA LA RIPRODUZIONE - TUTTI I DIRITTI RISERVATI