“Andato in fumo non solo patrimonio naturalistico di rilevanza europea, ma anche un pezzo dell’identità di Siracusa”
Interrogazione urgente al Governo e richiesta di audizione del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in Commissione Insularità sull‘incendio che ha devastato parte della Riserva naturale orientata Fiume Ciane e Saline.
Queste le iniziativa annunciate dal senatore siracusano del Pd, Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico al Senato e capogruppo Pd nella Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità.
“Quello che è andato in fumo ieri alle Saline di Siracusa non può essere archiviato come una fatalità estiva. È un patrimonio naturalistico di rilevanza europea, un’area umida che ospita specie protette e che rappresenta per Siracusa un pezzo della propria identità, prima ancora che del proprio patrimonio ambientale.
Con l’interrogazione – spiega Nicita – chiedo al Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare e al Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica di chiarire quali mezzi aerei e terrestri siano stati impiegati, con quali tempi di intervento e se il dispositivo di prevenzione e contrasto degli incendi previsto per la campagna antincendio fosse pienamente operativo. Chiedo inoltre di fare chiarezza sulle dinamiche che hanno consentito al rogo di propagarsi con questa rapidità.
Sull’origine dell’incendio saranno gli investigatori a pronunciarsi e mi auguro che lo facciano rapidamente. Ma resta una questione politica – prosegue – che non può essere elusa: perché un’area protetta, in piena estate, con temperature elevate e vento forte, è arrivata a bruciare in poche ore fino a minacciare direttamente un quartiere abitato?».
Nicita richiama infine la dimensione insulare del problema. “Nelle isole – sottolinea – il costo di un incendio è più alto. I tempi di soccorso possono essere più lunghi, i mezzi disponibili sono necessariamente limitati e le conseguenze sui territori sono amplificate. A essere colpiti non sono soltanto gli ecosistemi, ma anche le attività economiche che da quei territori dipendono: turismo naturalistico, agricoltura, pesca. Continuiamo a spendere in emergenza ciò che non spendiamo in prevenzione”.
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