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In Belgio la Irem accusata di sfruttamento degli operai. La replica dell’azienda: “Nostro operato sempre corretto”

In Belgio la Irem accusata di sfruttamento degli operai. La replica dell'azienda: "Nostro operato sempre corretto"

La vicenda riportata da una testata giornalistica belga e resa nota dalla Fismic Confsal Siracusa. Pronta la replica dell’azienda

La Irem, aziernda siracusana leader a livello internazionale nel settore metalmeccanico, nella bufera in Belgio: una testata giornalista belga ha pubblicato un articolo su presunte condizioni di sfruttamento nelle quali versano alcuni lavoratori metalmeccanici ad Anversa, nell’ambito di un appalto vinto da Irem-Ponticelli.

Ne dà notizia il segretario della Fismic Confsal Siracusa, Marco Faranda: “L’articolo – riferisce – riporta anche la notizia dell’apertura di un’inchiesta da parte della Procura del Lavoro di Anversa e di due incursioni da parte della polizia.

Parla inoltre, di operai pagati 650 al mese per lavorare 6 giorni su 7 alla realizzazione di una nuova fabbrica per conto dell’azienda chimica Borealis con gli operai che sarebbero stati alloggiati in edifici in pessime condizioni.

Ci aspettiamo – aggiunge Faranda – che l’autorità giudiziaria faccia luce quanto prima sulla vicenda in maniera da accertare eventuali responsabilità da parte delle aziende coinvolte”

Replica immediata da aprte dell’amministratore delegato della Irem, Giovanni Musso che conferma il proprio corretto operato sia per quanto riguarda il cantiere di Anversa, sia negli altri luoghi in cui la società è impegnata.

“La Irem – sottolinea Musso – adotta il Codice Etico previsto dal dlgs. 231 ossia il modello di organizzazione e di gestione in linea con le indicazioni della Ue.
Ciò – spiega – al fine di assicurare condizioni di correttezza, di trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività di business nella salvaguardia della posizione e dell’immagine di cui gode nel mercato rispettando le norme in vigore sia in Italia che all’estero in tema di lavoro, fiscalità e di disciplina legale.
L’azienda – sottolinea – ha sempre quindi messo in primo piano il rispetto dei diritti e della dignità degli uomini verso tutti i suoi dipendenti e dei suoi lavoratori.
In uno dei suoi cantieri Irem ha assunto più di seicento ucraini ed ha concesso, quando è scoppiato il conflitto russo Ucraino, un bonus per supportare le loro famiglie che soffrivano in guerra ed ha recuperato ai confini con l’Ungheria le famiglie dei lavoratori che scappano dalla guerra portandoli vicino al posto di lavoro dei propri cari.
Inoltre – aggiunge – abbiamo organizzato diversi corsi di formazione per giovani disoccupati proprio per dare un futuro ed una dignità alle persone.”
Per quanto riguarda quello che sta accadendo in questi giorni in Belgio l’azienda si dichiara stupita: “Molto onestamente – dice ancora l’amministratore delegato – non riusciamo a capire cosa stia effettivamente accadendo anche perché ad oggi nessun provvedimento dell’autorità giudiziaria Belga è stato notificato ad Irem.
Quello che posso affermare con certezza è invece che i nostri operai di qualsiasi nazionalità alloggiano in edifici in buone condizioni e sono stati assunti seguendo le normative previste in Belgio e secondo le indicazioni dei legali di nazionalità belga.
È impensabile – conclude Musso – che una società come Irem possa dedicarsi ad attività di traffico umano. Aspettiamo con fiducia la conclusione delle indagini al fine di poter far chiarezza su questa vicenda.”

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