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Il degrado la fa da padrone a Villa Reimann: diffida ad intervenire

villa reimann

Da mesi nessuno innaffia o cura il verde e alcune zone del parco non sono nemmeno accessibili per la crescita esponenziale di infestanti

Nessuna cura, nessun intervento a Villa Reimann sia per il roseto storico lungo il viale di ingresso della Villa, sia le piante di agrumi, sia per le poche piante esotiche rimaste.

L’erba secca, alta più di un metro, che tappezza tutto il Parco può, da un momento all’altro, prendere fuoco e con essa potrebbe scomparire l’intero Parco ed un pezzo di storia della nostra città ed un pezzo di memoria della storia danese.

Questo il quadro della situazione fatto dall’Associazione Christiane Reimann Siracusa che ha inviato una diffida ad intervenire con urgenza all’assesore al Verde, Aloschi.

“Basta poco per rendersi conto che – scrive il presidente Marcello Lo Iacono – lo stato di salute dell’intero Parco è arrivato ad un punto quasi irreversibile, stiamo assistendo inermi alla scomparsa di questo unico esempio di orto botanico della nostra città paragonato nei fatti al verde di una rotatoria.

Sono mesi – prosegue –  che nessuno innaffia o cura il verde, nonostante le pesanti calure di questo ultimo periodo.
il parco ha assunto un tono spettrale e alcune zone non sono nemmeno accessibili per la crescita esponenziale di infestanti.

Anche nella zona della necropoli della Villa, tutte le 25 tombe sono ritornate ad essere inaccessibili a causa della presenza di vegetazione spontanea ed infestante.

Tante strutture sono cadenti e vandalizzate e le saje e le erme in pietra, unico esempio di architettura ottocentesca rimasto in città, sono in forte degrado nonostante che vi siano due progetti vincitori di Democrazia Partecipata del 2023 e del 2024 che da anni aspettano di essere realizzati in Villa con un investimento di circa 30.000 euro.

Persino gli stessi parenti della Reimann che hanno recentemente visitato la Villa, si sono lamentati con il Vicesindaco della cattiva tenuta del Parco.

Bisogna invertire la rotta – conclude Lo Iacono –  mettendo in campo tutte le energie fattive disponibili e tutte le azioni necessarie per curare non solo il Parco ma l’intero Lascito di Villa Reimann“.

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