Sotto accusa la “poca chiarezza e l’approssimazione”
Attacco frontale dell’associazione di promozione sociale, Dracma sul tema della gestione del Parco archeologico di Siracusa.
La nota porta la firma di Giovanni Di Lorenzo.
“L’accesso documentale, da noi richiesto e a cui l’Anac ha dato seguito, ci restituisce un’immagine, quantomeno impietosa, di come sia gestito il Parco Archeologico di Siracusa ed i procedimenti che lo riguardano.
Non uno ma cinque punti di formali rilievi, ed il goffo tentativo di difesa del Direttore Bennardo, con argomentazioni che – nella replica per definizione, discendente dal ritiro in autotutela – l’Anac ha seppellito, unitamente alla Centrale Unica di Committenza, con le proprie argomentazioni.
Già dalla risposta ai rilievi – si legge nella nota – il Parco – per firma del Direttore – mente sul contratto del precedente concessionario (Federculture e non Multiservizi, come afferma), come, pare, sulla revoca del precedente Concessionario. Quest’ultima non sarebbe mai avvenuta.
Questo habitus – prosegue Giovanni Di Lorenzo – continua nella determina di indizione della nuova gara, la 346 del 31 Ottobre 2025 dove, oltre a quanto detto, non si dà minimo cenno del procedimento Anac, che ha “consigliato” il ritiro del precedente bando. Ed il bando potrebbe essere viziato.
Data la poca chiarezza finora riscontrata, l’approssimazione e la cortina fumogena che avvolgono il Parco fin dal momento dell’insediamento di questo Direttore – riferisce – abbiamo ritenuto opportuno mettere a conoscenza di molti fatti, sia l’Autorità Giudiziaria che la Magistratura contabile perché abbiano a far luce su quanto da noi esposto”.
Fari puntati da Dracma su affidamenti, spese, scelta del “Direttore Artistico” con rimborsi vari ed assegnazione di contributi alla società della moglie dello stesso direttore artistico, la “stagione” all’Ara di Ierone costata una fortuna per pochi intimi.
“Il biglietto d’ingresso al Parco, tra affidamenti diretti di mostre e percorsi chiusi – prosegue l’associazione – è tra i più cari d’Italia. E non abbiamo contezza della flessione di visitatori registrata nell’ultimo anno. I dati non sono mai aggiornati, perché meno si sa, meglio é.
Altrettanto paradossale – affonda il colpo Di Lorenzo – è l’assordante silenzio della politica regionale, che non si accorge di nulla.
Le recenti inchieste palermitane ci restituiscono un quadro a tinte molto fosche sulla Sanità nella nostra Regione. Non mi meraviglierei se gli stessi colori, prima o poi, riguardassero la gestione dei Beni Culturali in Sicilia, con particolare riferimento ai Parchi.
E’ necessaria – conclude Di Lorenzo – una grande operazione di trasparenza, che restituisca a cittadini e fruitori il quadro chiaro di quanto è accaduto, e continua ad accadere, da tre anni ad oggi. Attendiamo, anche per questo, la ri-sposta all’accesso documentale già richiesto per continuare nella ricostruzione dei fatti.”
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