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Firmato il Patto di Glasgow: compromesso tra luci e ombre

Firmato il Patto di Glasgow: compromesso tra luci e ombre

La firma dopo due settimane di convulso negoziato

Al termine di due settimane di negoziato, le quasi 200 nazioni presenti a Glasgow hanno siglato l’accordo per combattere il cambiamento climatico, il Patto climatico di Glasgow.

Un accordo di compromesso, che secondo molti non rappresenta quello che la scienza dice essere necessario per contenere pericolosi aumenti di temperatura.

Il testo afferma che limitare il riscaldamento globale a 1,5 C richiederà grandi tagli alle emissioni, incluso lo zero netto entro il 2050; e impegna i Paesi a rafforzare i loro obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030 entro la fine del 2022.

Ma gli scienziati calcolano che quando gli impegni formali di tutti i Paesi saranno sommati, il mondo sarà sulla buona strada per raggiungere i 2,4 C di surriscaldamento entro la fine del secolo.

L’accordo sull’impegno a ridurre il carbone e a porre fine ai sussidi ai combustibili fossili è stato però annacquato all’ultimo minuto, per responsabilità di India, Cina, Sudafrica e Arabia Saudita: il testo infatti impegna i 197 firmatari dell’Accordo di Parigi a “ridurre gradualmente le centrali a carbone senza mitigazione e i sussidi ai combustibili fossili inefficienti”.

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