All’origine dei disordini ci sarebbe il malcontento per il divieto di inserire beni deperibili nei pacchi che i familiari portano ai detenuti
E’ ancora caos nel carcere di Cavadonna dove la rivolta ha coinvolto nelle ultime ore anche i detenuti comuni.
A denunciarlo Giuseppe Argentino, segretario provinciale Osapp.
“Gavette battute contro le inferriate delle celle, esasperando ulteriormente una situazione già ampiamente
fuori controllo”: riferisce Argentino.
“L’epicentro della crisi – afferma – resta il Blocco 25 (Alta Sicurezza), dove i reclusi hanno forzato i blocchi e raggiunto il reparto accettazione. In quel frangente la violenza è esplosa contro il personale: un agente di Polizia Penitenziaria è stato colpito con violenti pugni al volto, mentre un’altra agente è stata travolta dal violento impatto di un cancello di sbarramento che i detenuti le hanno sbattuto contro mentre tentava di chiuderlo.
I rivoltosi – prosegue l’esponente sindacale – hanno inoltre divelto e distrutto le telecamere di videosorveglianza; e pur essendo parzialmente rientrati nella sezione, rifiutano categoricamente di fare ritorno nelle celle, mantenendo l’occupazione della sezione. La trattativa intavolata dal Direttore è ufficialmente fallita.
Per quel che ci risulta sapere – aggiunge – all’origine dei disordini rimane il malcontento per il divieto di inserire
beni deperibili nei pacchi che i familiari portano ai detenuti.
Sul posto è atteso l’intervento d’urgenza del G.I.O. (Gruppo Intervento Operativo) della Polizia Penitenziaria, con tutto il personale disponibile richiamato in servizio.
Questo drammatico scenario – commenta Argentino – rappresenta l’ennesimo, disperato segnale d’allarme rivolto alle istituzioni: DAP, PRAP, Prefetto e Magistratura devono intervenire immediatamente. Il recente vertice sulla
sicurezza tenutosi in Prefettura non ha frenato l’escalation; i detenuti non hanno percepito l’attenzione istituzionale che le loro stesse azioni violente hanno innescato, una sfida aperta che si rivolterà duramente contro i responsabili”.
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