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Diffida di Natura Sicula a Comune di Siracusa e Regione: “Concessioni illegittime ad Arenella e Fontane Bianche”

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Avanzate le richieste di revocare le concessioni in regime di proroga e di riscrivere il Pudm visto lo stravolgimento della linea di costa dopo il ciclone Harry

Formale diffida inviata da Natura Sicula all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, al Comune di Siracusa, alla Prefettura e  alla Capitaneria di Porto sull’illegittimità delle concessioni balneari in regime di proroga con richiesta di un immediato azzeramento del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) di Siracusa.

La diffida segue l’ordinanza del Tar Palermo del 25 marzo scorso e della sentenza della Cassazione Penale (n. 3657/2026).

“L’ordinanza del Tar Palermo sul caso Mondello della società Italo Belga – dichiara Fabio Morreale – ha sancito un principio non più ignorabile: le proroghe generalizzate delle concessioni sono giuridicamente inesistenti.

Ogni titolo non derivante da gara pubblica è scaduto il 31 dicembre 2024 – avverte – e la disapplicazione delle proroghe non è una facoltà, ma un obbligo imposto dal diritto europeo che le autorità locali non possono più eludere senza incorrere in gravi responsabilità, anche penali.”

Secondo Natura Sicula, il PUDM adottato dal Comune di Siracusa (Delibera 81/2025) è oggi uno strumento basato su presupposti falsi.

“Il Ciclone Harry del gennaio 2026 – prosegue il presidente di Natura Sicula – ha fisicamente cambiato la costa: le spiagge sono state ridotte con l’erosione che ha divorato decine di metri di arenile ad Arenella e Fontane Bianche. Le attuali concessioni occupano oggi una percentuale di costa che impedisce il rispetto del limite di legge del 50% di spiaggia libera e la distruzione delle strutture balneari causata dal ciclone dimostra l’insostenibilità delle costruzioni troppo vicine alla riva”.

Da qui la richiesta alla Regione: di applicare il “modello Mondello” anche a Siracusa, avviando le revoche
immediate per le concessioni prive di titolo valido.

Al Comune: di restituire il PUDM al progettista. Il piano va riscritto basandosi sulla nuova linea di costa post-ciclone, garantendo l’arretramento delle strutture e la prevalenza della spiaggia libera.

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