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l'analisi di Sinistra Italiana-Avs

Crisi industriale: “Necessario un piano centrato sulle nuove sfide della green economy”

crisi industriale

“A pagarne le conseguenze sono sempre e solo le lavoratrici e i lavoratori che in 600 tra i metalmeccanici hanno già perso il posto di lavoro”

La crisi industriale torna a scuotere il mondo sindacale e politico.

I rappresentanti dei metalmeccanici nei giorni scorsi sono tornati a chiedere alla politica di assumersi la responsabilità di proporre un piano industriale che possa rilanciare gli asset industriali nel solco della transizione energetica e della sostenibilità.

Interviene anche Avs con il senatore Tino Magni, e i segretari regionale e provinciale, Pierpaolo Montalto e Seby Zappulla.

“Sono già 600 – riferiscono – le lavoratrici  e i lavoratori metalmeccanici siracusani che a causa di questa perdurante crisi industriale hanno perso il posto di lavoro.

Le crisi della Sasol, l’incertezza sul futuro di GoiEnergy, ex Lukoil, lo smantellamento di Eni Versalis e l’incertezza sui tempi di costruzione della Bioraffineria, la vicenda Ias e la crisi dell’indotto metalmeccanico sono tutti elementi di una crisi di sistema che è stato denunciato.

Eppure l’Europa – fanno notare – corre verso nuovi modelli industriali, puntando sulla Green economy e sulla capacità di rendere sostenibili sul piano ambientale, economico ed occupazionale gli asset industriali esistenti.

Occorre mettere mano, immediatamente, ad un piano industriale centrato sulle nuove sfide: abbattimento e cattura CO2, produzione idrogeno verde, recupero materie prime rare, cantieristica dell’Eolico offshore, bonifiche e risanamento del territorio, riconversione degli asset esistenti.

I governi nazionale e regionale – intimano – dovrebbero occuparsi di questo. Dopo 4 anni di Meloni e Schifani la zona industriale di Siracusa è sempre più in crisi, meno competitiva, fuori dalla green economy, e l’emorragia di posti di lavoro non si ferma.

La crisi industriale – concludono – non possono e non devono pagarla le lavoratrici e i lavoratori”.

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