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Case di Comunità, intesa tra l’Asp di Siracusa e i Comuni della provincia

case di comunità

Un protocollo sarà siglato ufficialmente nella seconda settimana di marzo

In vista della prossima apertura delle Case di Comunità in provincia di Siracusa, Conferenza dei Sindaci, convocata  a Palazzo Vermexio su proposta dell’Asp di Siracusa per definire le nuove strategie di assistenza.

E’ stato sancito di procedere spediti verso l’integrazione sociosanitaria, attraverso un protocollo d’intesa che sarà siglato ufficialmente nella seconda settimana di marzo.

I lavori sono stati aperti dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia. Hanno partecipato il direttore sanitario Salvatore Madonia, il direttore amministrativo Ornella Monasteri e il direttore del Dipartimento ADISS Anselmo Madeddu, insieme ai dirigenti aziendali che hanno curato la stesura tecnica del protocollo.

Al centro della discussione, la necessità di rendere operative le Case di Comunità non solo come presidi medici, ma
come luoghi di accoglienza globale attraverso il Punto Unico di Accesso (PUA) integrato.

L’obiettivo è far sì che personale sanitario dell’Asp e servizi sociali dei Comuni operino insieme, anche attraverso piattaforme informatiche comuni, offrendo una risposta unitaria e semplificata ai bisogni dei cittadini, in particolare per le fasce più fragili come anziani e disabili.

Parallelamente, l’Asp ha confermato l’avanzamento tecnico per l’apertura delle strutture. Il modello pilota di
Noto resta il punto di riferimento per l’organizzazione che sarà estesa a tutta la provincia.

L’Asp sta ora lavorando per rispettare la scadenza europea per tutte le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità previsti.

Per un primo gruppo di interventi l’ultimazione potrebbe avvenire tra metà e fine marzo compatibilmente con il rispetto dei cronoprogrammi aggiornati dalle imprese.

Oltre alle mura, l’Azienda sta investendo sul capitale umano, sulla tecnologia e sulle apparecchiature sanitarie: sono in corso le procedure per il reclutamento di infermieri di comunità, figure centrali per l’assistenza sanitaria, personale amministrativo, gli accordi con i medici di famiglia e gli specialisti e si sta implementando la telemedicina per garantire consulti specialistici e refertazioni a distanza, superando i limiti geografici nell’ottica di servizi di prossimità per la popolazione.

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