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Caccia in Sicilia, il Tar sospende la preapertura

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Il ricorso è statopresentato dalla Federazione Nazionale Pro Natura (di cui fa parte Natura Sicula) e dalla Leal, sostenute da Cabse Green Impact

Il Tar Sicilia, con un’ordinanza cautelare emessa il 27 luglio, ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione Nazionale Pro Natura (di cui fa parte Natura Sicula) e dalla Leal, sostenute da Cabse  Green Impact, disponendo la sospensione del calendario venatorio regionale e bloccando di fatto la preapertura della caccia tradizionalmente fissata per il primo fine settimana di settembre.

“Si tratta – dichiara il presidente di Natura Sicula, Fabio Morreale – di un provvedimento di portata storica, poiché la sospensione della preapertura non era mai stata concessa prima, nemmeno all’indomani delle stagioni estive devastate dai vasti incendi che hanno compromesso la flora e la fauna dell’Isola.

Al centro della pronuncia dei giudici – spiega – vi è la salvaguardia di un patrimonio ecologico di valore inestimabile. La Sicilia costituisce infatti uno dei corridoi migratori più strategici dell’intero bacino del Mediterraneo: un vero e proprio ponte naturale attraversato ogni anno da decine di migliaia di rapaci e centinaia di migliaia di altri uccelli in viaggio tra il continente europeo e quello africano”.

Le associazioni ambientaliste sottolineano come l’amministrazione regionale abbia ripetutamente disatteso
le indicazioni scientifiche e i pareri vincolanti dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale), persistendo nell’inserimento a calendario di specie classificate come vulnerabili. A complicare
ulteriormente il quadro normativo ed ecologico vi è l’assenza da ben otto anni del Piano faunistico-venatorio
regionale, uno strumento programmatorio fondamentale che la legge prescrive per pianificare la gestione
del territorio e garantire l’equilibrio biologico tra le specie e i loro habitat.

“L’ordinanza odierna, pur avendo natura cautelare in attesa dell’udienza di merito fissata per il 20 ottobre – conclude Morreale – segna una traiettoria chiara verso un nuovo modello di valorizzazione del territorio a cui dovrebbero le istituzioni siciliane”.

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