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la tragedia

Bracciante stroncato da un arresto cardiaco all’interno di una serra a Pachino

bracciante

I sindacati reclamano l’applicazione dell’ordinanza del prsidente della Regione contro il caldo estremo anche per i lavoratori delle serre

Un bracciante agricolo di 61 anni, algerino, è morto mentre lavorava, intorno alle 13 di ieri, all’interno di una serra a Pachino pare a causa di un arresto cardiaco.

Sull’accaduto interviene la Cgil di Pachino con la Flai Cgil provinciale “L’Ordinanza Contingibile e urgente del Presidente della Regione Sicilia del 12 giugno scorso contro il caldo estremo – scrivono in una nota – stranamente non vieta nello specifico il lavoro dentro le serre ma parla solo di esposizione diretta e prolungata al sole, dimenticando che all’interno delle serre tra la luce del sole e l’aria ferma dovuta alle coperture si crea un caldo soffocante persino peggiore di quello esterno, dove la temperatura raggiunge ben oltre i 50 gradi”.

Da qui la richiesta di ampliare le tutele nei confronti dei lavoratori delle serre con l’obbligo formale dello stop nella stessa fascia oraria prevista dall’ordinanza regionale, di eseguire controlli rigorosi e di giustizia contro lo sfruttamento nel lavoro con simili ritmi e orari insostenibili.

Poi la richiesta di potenziare la presenza di ambulanze per ridurre i tempi di intervento.

Sulla tragedia avvenuta nelle campagne di Pachino intervengono anche il segretario generale della Cisl Ragusa Siracusa, Giovanni Migliore e il segretario della Fai Cisl, Sergio Cutrale: “Abbiamo più volte denunciato la pericolosità del lavoro all’interno delle serre agricole durante le giornate di massimo picco di calore.

L’ordinanza regionale venga estesa ai lavoratori agricoli per evitare che si ripetono queste tragedie. Ai sindaci – concludono – anche il compito di fare rispettare l’ordinanza regionale”.

Sull’accaduto intervengono anche Ninetta Siragusa, segretaria Uil Siracusa, e Sebastiano Di Pietro segretario Uila Siracusa: “Rinnoviamo l’appello a tutte le aziende agricole del territorio siracusano affinché non si limitino al rispetto formale delle ordinanze regionali, ma investano concretamente in prevenzione: dalla valutazione del rischio-microclima alla dotazione di defibrillatori e altri presidi di primo soccorso, fino alla formazione dei lavoratori sulle manovre di emergenza.

Come Uil e Uila di Siracusa confermiamo la piena disponibilità al confronto con le aziende sane del territorio che vogliono davvero investire sulla sicurezza e sulla dignità di chi lavora nei campi. Continueremo a chiedere controlli più incisivi e il rafforzamento della contrattazione territoriale, perché la vita dei lavoratori non ha prezzo. Il nostro obiettivo resta uno solo: zero morti sul lavoro.”

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