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Attesa di 14 mesi per una colonscopia a paziente oncologica a Siracusa

colonscopia

Il deputato Gilistro e il coordinatore regionale del M5S, Di Paola, annunciano richiesta di accesso agli ati e una mozione all’Ars

Oltre un anno di attesa, per la precisione 14 mesi e 28 giorni per poter effettuare una colonscopia ad una paziente oncologica di Siracusa.

Quest’ultima ha avuto la disponibilità per l’esame all’ospedale Umberto I solo per qualche giorno dopo il Natale del 2026, a fronte di una richiesta datata 2 ottobre 2025.

Il genero dichiara: “Non possiamo aspettare tanto, la faremo a pagamento”.

A denunciare il fatto è Carlo Gilistro, il deputato-pediatra del M5S che nei prossimi giorni presenterà all’Asp siracusana una richiesta di accesso agli atti per conoscere i reali tempi di attesa, per tutte le prestazioni sanitarie.

“Non si può chiedere – dice Gilistro – ad una paziente oncologica di aspettare quasi un’eternità per un esame, perché 14 mesi sono un’eternità se sulla testa ti pende la spada di Damocle di possibili recidive o metastasi. È vero che il sistema non può sapere che la richiesta arriva da un paziente oncologico, è anche vero però che è fuori dal mondo che si costringa un paziente, oncologico o no, ad aspettare oltre un anno per un esame che non è certo fatto per capriccio”.

“Schifani – rincara la dose il coordinatore regionale del Movimento, Nuccio Di Paola – a gennaio del 2024 aveva annunciato che le liste d’attesa erano state praticamente azzerate, salvo praticamente smentirsi successivamente, dicendo che avrebbe mandato a casa i manager che non le avessero abbattute. Oggi le liste, e i fatti lo dimostrano, sono ancora vive e vegete, mentre i direttori generali sono ancora al loro posto”.

“La vera svolta – dicono Gilistro e Di Paola – potrebbe essere l’applicazione di una legge nazionale di quasi 30 anni fa, sconosciuta praticamente a tutti e totalmente disattesa, che permetterebbe al cittadino, quando il servizio pubblico non è in grado di garantire la tempistica indicata nella prescrizione, di fare gratuitamente visite ed esami nel pubblico, in regime intramurario, o nel privato, pagando solo il ticket, e nemmeno quello, se il richiedente ne è esente. Tutto sarebbe a carico della Regione, che dovrebbe rimborsare ai cittadini le somme eventualmente anticipate”.

“Per fare applicare questa legge del 1998 – conclude Di Paola – abbiamo depositato una mozione che non è stata nemmeno calendarizzata”.

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