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Eliminazione delle barriere architettoniche a Siracusa, Baio: “Inerzia dei sindaci degli ultimi 40 anni”

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Solo 2 anni fa l’approvazione da parte del consiglio comunale di un atto di indirizzo per sollecitare gli adempimenti previsti dalla normativa sui PEBA

Siracusa in grave ritardo negli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche così da rendere la città più accessibile alle persone con disabilità. Ce ne parla Salvo Baio che accusa di inerzia i sindaci del capoluogo degli ultimi 40 anni.

“Quarant’anni non sono bastati alle diverse amministrazioni comunali di Siracusa per attuare il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) nonostante due leggi dello Stato (la numero 41 del 1986 e la numero 104 del 1992) abbiano imposto precisi obblighi ai comuni.

Sono dovuti passare 38 anni prima che il Consiglio comunale, approvasse, nel febbraio del 2024,  un atto di indirizzo per sollecitare l’amministrazione attiva a compiere gli adempimenti previsti dalla normativa sui PEBA.

Acqua fresca per gli amministratori di Palazzo Vermexio, i quali hanno aspettato altri due anni prima di nominare  (aprile 2026) tre architetti per la redazione di un piano per l’eliminazione delle barriere. Un piccolo passo  avanti dopo decenni di inerzia. Il rischio è che dopo questo provvedimento,  che stanzia 50 mila euro per la sola predisposizione del piano, il finanziamento per l’attuazione degli interventi  previsti sia rimandato ad un dopo indeterminato.

Nel frattempo, 39 anni dopo l’approvazione della legge,  il Consiglio comunale, nell’ottobre del 2025, ha  approvato all’unanimità l‘istituzione della Consulta comunale per le persone con disabilità, che però ad oggi non è stata insediata.

Queste situazioni sono state  lucidamente messe in evidenza da Alessandro Calabrò, fondatore di Aretusapedia, l’enciclopedia digitale di Siracusa, e uomo di punta nella battaglia per i diritti delle persone con disabilità e sono  la prova provata  dell’insensibilità dei sindaci che si sono succeduti dal 1986 in poi.

Se io riprendo il  suo bellissimo intervento su la Civetta di Minerva, è per dare la mia solidarietà alla causa per la quale egli si batte assieme alle associazioni e ai movimenti che con pazienza e con tenacia cercano di sensibilizzare le istituzioni competenti.

Più vengo a conoscenza di situazioni come quelle descritte da Alessandro e  più vedo confermato il mio convincimento sulla inadeguatezza del sindaco Italia a dare risposte concrete alla domanda che sale da una parte importante della società di avere una città meno ostile e più a misura delle persone con disabilità.

A questa domanda hanno dato risposte positive l’Azienda sanitaria e sodalizi privati, ma non il Comune di Siracusa. Il sindaco Italia ha idea di quanto sia emarginante per un ipovedente la barriera dell’illuminazione pubblica? “Da mesi – dice Alessandro – diversi quartieri di Siracusa sono al buio. La Mazzarona è stata al buio per due mesi, fino al recente esposto in Procura presentato dai residenti”. Come si orienta al buio un ipovedente?

Questa domanda la voglio rivolgere anche alla nuova segretaria del Pd cittadino, Matilde Di Giovanni, per spingerla a dar vita ad una iniziativa che parli alle persone con disabilità e ne raccolga le istanze”.

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