Il 7 maggio di trent’anni fa ci lasciava – o come avrebbe preferito lui, raggiungeva l’Oriente Eterno
Efisio Picone, pioniere siracusano di tante battaglie urbanistiche in difesa del centro storico. Nato nel 1945, sin da ragazzo mostrò chiaramente la sua indole associativa e divulgativa, fondando e animando il giornalino del liceo classico: “Il GARGALLinaccio”. Poco più che ventenne – ed è impossibile non pensare al differente tipo di contributo offerto dai suoi coetanei di oggi – avviò una strenua battaglia per la salvaguardia di Ortigia contro ogni tipo di speculazione edilizia, allora ampiamente tollerata da gran parte dell’opinione pubblica.
Un suo articolo pubblicato sul settimanale “La Domenica” nell’agosto 1969, dal titolo “Giochi di prestigiazione”, rimane ancora oggi non solo un eccellente esempio di scrittura, ma soprattutto una delle più clamorose denunce sulle tematiche urbanistiche e ambientali del tempo.
Dalle sue battaglie in difesa del territorio nacque la sua sfrenata passione per l’archeologia, che lo portò, dalla fine degli anni Sessanta e per oltre un decennio, a collaborare attivamente con la Soprintendenza Archeologica di Siracusa. Lavorò in numerose campagne di scavo in stretta sinergia con il soprintendente del tempo, il grande archeologo Luigi Bernabò Brea.

Negli stessi anni collaborò anche con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e con i professori Giuseppe e Santi Luigi Agnello, in ricerche condotte nelle catacombe di Santa Lucia e San Giovanni. Ancora negli anni Settanta nacquero su suo impulso numerose iniziative culturali: il Centro siciliano d’iniziative archeologiche, l’associazione culturale Luigi Einaudi e diverse fatiche editoriali tra cui “Ruspe e vecchi palazzi”, pubblicato nel 1974.
Come riportato nell’emblematico sottotitolo – “Polemica per il centro storico” – Ruspe e vecchi palazzi era un vero e proprio pamphlet polemico con un incipit fulminante: Si dice comunemente che al peggio non c’è fine; questo ancora è vero.
Leggevo la notizia sui giornali locali, alcuni giorni or sono; con apposita ordinanza è stata ingiunta la demolizione di un vecchio e cadente edificio in via del Consiglio Reginale, all’angolo con Corte degli Avolio.
Detto edificio vecchio lo è senza dubbio, pare anzi che la sua costruzione sia antecedente al terremoto del 1693 e forse, proprio per questo, c’è qualche maligno che lo definisce “antico”.
Ulteriore iniziativa d’avanguardia fu il settimanale “ControCittà”, edito nel 1976. A leggerne ancora oggi i contenuti – e il titolo diceva già tutto sullo stile editoriale — non si può che rimanere ammirati dal tono tagliente dei commenti politici e dalla lungimiranza delle battaglie per la difesa del territorio.
Nel 1979 pubblicò anche un breve saggio sul Castello Maniace e sulle fortificazioni spagnole di Siracusa, ristampato nel 1995 su iniziativa del Rotary Club.

Dopo oltre un ventennio di impegno per il cuore antico della sua città, il conseguimento della laurea in archeologia coronò il sogno di un riconoscimento accademico del suo lavoro.
Dal 1985 collaborò come archeologo con la cattedra di Topografia Antica dell’Università di Catania e con le Soprintendenze di Agrigento e della Puglia, per poi tornare, negli anni Novanta, a collaborare con quella siracusana.
Come accade di sovente il “riconoscimento pubblico” del lavoro di Efisio avvenne però solo dopo la sua scomparsa. Nel decimo anniversario, grazie alla sollecitazione di accademici, associazioni culturali ed amici, è stato pubblicato il volume “Stanziamenti preistorici nel territorio dell’alta Cava d’Ispica”, ricavato da un manoscritto originale risalente agli anni ’70. Edito da Lombardi il libro rappresenta il “testamento scientifico” di Picone su un’area che, sin da ragazzo, aveva esplorato con Bernabò Brea. Nella stessa ricorrenza anche il Comune di Siracusa ha voluto onorarne la memoria dedicandogli un “largo” proprio dove ha inizio l’antica via Elorina.
Qualche anno dopo inoltre gli è stata dedicata una delle tombe più rappresentative della necropoli castellucciana di Cugno Case vecchie non lontano da Canicattini Bagni.
Ancora oggi, nonostante siano passati trent’anni dalla sua morte, il ricordo di Efisio non si è ancora affievolito in quanti ebbero la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne il ruolo di instancabile precursore di tante battaglie civili e culturali in difesa della nostra città.
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