MENU
Articoli in evidenza
petrolchimico

Caso Isab, Cgil e Fiom: “Servono garanzie vincolanti su occupazione salari, appalti, sicurezza, e continuità produttiva”

isab

Il tema vero è quello del futuro dell’industria italiana nella transizione energetica

“Ogni passaggio dell’operazione di acquisizione della raffineria Isab di Priolo, da parte di Ludoil Energy, sia accompagnato da piena trasparenza industriale, garanzie occupazionali e un confronto preventivo con le
organizzazioni sindacali e con il territorio”.

Questo il monito del sebretario generale della Cgil di Siracusa, Franco Nardi, e dal segretario provinciale della Fiom, Antonio Recano.

“La priorità – spiegano – deve essere la tutela ambientale e sanitaria del territorio, dei lavoratori diretti e dell’indotto, evitando qualsiasi ipotesi di ridimensionamento produttivo o di scaricamento dei costi della transizione industriale sui lavoratori.

Le dichiarazioni relative agli investimenti nei biocarburanti avanzati, nella riconversione energetica e nello sviluppo di produzioni a minore impatto ambientale – proseguono – devono tradursi in un piano industriale concreto, verificabile e sostenibile, con tempi certi, risorse definite e impegni vincolanti sul mantenimento dei livelli occupazionali.

Il destino di Isab non riguarda soltanto i dipendenti diretti della raffineria, ma tocca nel profondo l’economia di tutto il territorio e i lavoratori dell’indotto, baricentro occupazionale di un sito che non può essere lasciato alle sole logiche di mercato.

Il Governo invocano Nardi e Recano – eserciti pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo su un’infrastruttura strategica per il Paese, garantendo: un vero piano industriale per tutto il petrolchimico; continuità produttiva; salvaguardia occupazionale; tutela ambientale e sanitaria del territorio; solidità industriale e finanziaria del progetto; coinvolgimento delle parti sociali in tutte le fasi dell’operazione.

Il caso Priolo – concludono – non è solo una trattativa societaria su una raffineria siciliana, ma rappresenta un
caso simbolico dove si concentrano tutti i conflitti industriali che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi anni per sfidare il tema del futuro dell’industria italiana nella transizione energetica”.

© E' VIETATA LA RIPRODUZIONE - TUTTI I DIRITTI RISERVATI