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Caro carburanti, la Figisc: “Nessuna responsabilità dei gestori degli impianti nella formazione dei prezzi”

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Appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure strutturali e non temporanee

“Nessuna responsabilità dei gestori degli impianti nella formazione dei prezzi dei carburanti“.

A dirlo è la Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti (FIGISC) visto che il caro prezzi è diventato una delle principali criticità per famiglie, imprese e operatori del settore, tanto che in Sicilia da oggi gli autotrasportatori hanno avviato un’azione di sciopero.

In in una media italiana la benzina self si ferma a 1.783 euro al litro, sull’Isola si pagano 2.1 centesimi in più al litro.

“Siamo l’anello più debole della filiera –  evidenzia l’associazione – i prezzi sono determinati dalle compagnie petrolifere e non dai singoli esercenti.

La rete carburanti non può essere interpellata solo quando si apre una crisi internazionale o quando il sistema entra in sofferenza – sottolinea Figisc Confcommercio –. Serve una visione industriale e strategica che restituisca
piena centralità ad un comparto che continua a garantire mobilità, presidio territoriale e supporto concreto all’economia reale del Paese”.

Il presidente provinciale Figisc Siracusa, Sebastiano Fontana, condivide la posizione della Federazione espressa a livello nazionale: “Il territorio siracusano vive una condizione particolarmente delicata: ai rincari strutturali si sommano criticità legate alla distribuzione e ai costi logistici.

I gestori – aggiunge – operano senza margini reali sul prezzo e si trovano a fronteggiare quotidianamente il malcontento degli utenti, pur non avendo alcun potere decisionale sui listini. Inoltre, per evitare speculazioni, esistono accordi sindacali tra gestori e società petrolifere che impegnano a mantenere un margine fisso sul prezzo di vendita dei carburanti.

Questo margine ormai obsoleto perché non più ritrattato da tanti anni, a causa degli aumenti dei costi di gestione, è ormai insostenibile”.

Da qui l‘appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure strutturali e non temporanee, capaci di stabilizzare il mercato e tutelare l’intero sistema economico.

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