Per l’Umberto I è il secondo sabato di fila di sospensione del servizio nel turno diurno
Sabato di passione per quei siracusani che ieri hanno avuto la sfortuna di dover ricorrere al servizio della Guardia medica.
In città, infatti, entrambi i presidi, quello dell’Umberto I e quello del Rizza, erano chiusi per “motivi organizzativi”. E se per la Guardia medica dell’Umberto I la chiusura temporanea riguardava solo il turno diurno (8-20) per quella dell’ospedale Rizza si cita genericamente la giornata dell’11 aprile.
E non si tratta di un caso isolato. E già, perchè anche il sabato precedente, 4 aprile, vigilia di Pasqua, con comunicazione affissa fuori dall’ambulatorio dell’Umberto I si avvertivano gli utenti della sospensione del servizio nel turno diurno con indicazione di rivolgersi alla sede del Rizza o a Belvedere.
Ieri, invece, servizio sospeso anche al Rizza e quindi tutti a Belvedere, con sovraccarico di lavoro per il medico di turno ma soprattutto con disagi non indifferenti per i cittadini.
Ma ciò che stupisce è che nella comunicazione affissa dietro la porta dei due ambulatori si consiglia di recarsi in Pronto soccorso in casi gravi e di chiamare il 118 in caso di emergenza e si raccomanda al contempo di non recarsi in Pronto soccorso se non strettamente necessario.
Giusto, giustissimo. Ma bisogna assicurare un’alternativa al Pronto soccorso, e se si sospende anche quella nei giorni di chiusura degli studi medici, allora la colpa dell’intasamento dei servizi di emergenza, non è dei pazienti, che hanno comunque diritto all’assistenza.
Senza considerare la mancata comunicazione preventiva del disservizio che avrebbe evitato il girovagare, da un posto all’altro, soprattutto per coloro che magari hanno problemi per spostarsi.
Ma al netto dell’accaduto vien da chiedersi: cosa sta succedendo? Quali sono questi generici “motivi organizzativi” che hanno determinato la sospensione del servizio per due sabati di fila nel turno diurno della Guardia medica dell’Umberto I e ieri anche al Rizza?
La risposta sarebbe gradita, oltre che dovuta.
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