Il diesel ha ormai superato la soglia dei 2 euro al litro e anche la benzina continua ad avvicinarsi a livelli sempre più elevati
I rincari dei carburanti di queste settimane, a seguito della guerra in Medio Oriente, ha destato e continua a destare preoccupazione con il diesel che in numerosi impianti ha ormai superato la soglia dei 2 euro al litro, mentre anche la benzina continua ad avvicinarsi a livelli sempre più elevati.
Su iniziativa del Codacons è stata lanciata l’iniziativa dei “Cacciatori di Aumenti”.
Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, invita i cittadini a partecipare attivamente all’ operazione di controllo civico dei prezzi praticati nei distributori di carburante.
La mobilitazione, denominata “Operazione Pompa Trasparente”, punta a coinvolgere direttamente i consumatori nella segnalazione di eventuali rincari anomali o improvvisi nei prezzi di benzina e gasolio.
“Nell’Isola – scrive -la quasi totalità dei trasporti di merci e persone avviene su gomma, e qualsiasi aumento dei carburanti produce effetti immediati sull’economia reale.
I rincari alla pompa colpiscono direttamente famiglie, imprese, agricoltori, autotrasportatori e l’intero sistema produttivo, aggravando una situazione economica già complessa e riducendo ulteriormente il potere d’acquisto dei cittadini.
I cittadini che aderiranno, contribuiranno a monitorare il territorio e a segnalare eventuali rincari sospetti presso i distributori.
Partecipare – spiega Tanasi – è semplice: basterà fotografare il cartello dei prezzi del distributore, indicando indirizzo, città e data della rilevazione, e inviare la segnalazione al Codacons.
Le segnalazioni possono essere inviate attraverso WhatsApp al numero 3715201706 oppure tramite email all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com”.
Preoccupazione arriva anche da Confagricoltura Siracusa attraverso le parole del direttore di Antonio Giuffrida.
“Escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30%.
Questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione”. I rincari, nonostante gli sforzi da parte delle imprese, potrebbero avere effetti sul quadro dei prezzi portando a un’inflazione da costi, come accaduto qualche anno fa.
Le aziende agricole, tuttavia, – evidenzia Antonio Giuffrida – sono il primo anello della filiera e potrebbero non essere in grado di trasferire a valle i maggiori oneri. Anche relativamente a questo aspetto è importante
l’analisi per verificare il rischio che le imprese agricole possano subire un calo di redditività e di competitività. Va ricordato, peraltro, che la legislazione nazionale prevede che la fissazione dei prezzi dei prodotti agricoli ceduti debba tenere conto dell’evoluzione dei costi”.
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