Annunciato ricorso contro il Mef per chiedere di rivedere i meccanismi di riparto
I Comuni siciliani da anni sono gravemente penalizzati dai criteri utilizzati dal ministero dell’Economia e delle Finanze per la distribuzione del Fondo di solidarietà comunale.
A dirlo Anci Sicilia al termine del consiglio regionale.
Nelle casse degli enti locali dell’Isola ogni anno vengono versati 200 milioni in meno. Da qui l’annuncio di Anci Sicilia, di presentare ricorso contro il Mef per chiedere di rivedere i meccanismi di riparto.
Dal 2016 per la Sicilia la distribuzione della quota del Fondo di solidarietà comunale continua a basarsi in larga parte sulla spesa storica, determinando una penalizzazione stimata in circa 200 milioni di euro annui.
Per i Comuni siciliani il fabbisogno standard, la stima cioè della spesa necessaria per l’esercizio delle funzioni fondamentali, è stimato in circa 461 euro per abitante. Nel 2026, invece, il Fondo di solidarietà comunale ha assegnato ai Comuni dell’Isola risorse pari a circa 137 euro pro capite, ancora basate su criteri storici.
Avanzata pertanto la richiesta al Governo nazionale e al Mef di aggiornamento immediato delle basi dati utilizzate per il calcolo del Fondo di solidarietà comunale, il pieno utilizzo dei fabbisogni standard e della capacità fiscale dei Comuni siciliani, l’applicazione della componente perequativa, al fine di garantire pari diritti di cittadinanza e dei Livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale.
© E' VIETATA LA RIPRODUZIONE - TUTTI I DIRITTI RISERVATI
















