E’ il racconto autobiografico, di una vicenda improvvisa piena di dolore e sofferenza infinita
Nuovo appuntamento con il Circolo della Stampa di Siracusa.
Giovedì 12 febbraio alla libreria Neapolis di viale Teocrito, alle 18, presentazione del libro “Senza” del giornalista Gaetano Perricone.
Un lungo viaggio per continuare ad amare, per spiegare come “Senza” si possa trasformare in un “con” fatto di amore che non conosce fine. Tra ricordi misti di dolore e speranza, nostalgia ed appartenenza, per Gaetano Perricone, giornalista palermitano che nella sua lunga carriera è stato firma de L’Ora, oggi segretario del Gruppo pensionati siciliani, ed il suo “Senza, del dolore e dell’amore”, arriva l’appuntamento con i lettori siracusani.
Dopo l’introduzione affidata ad Annalisa Ansalone della libreria Neapolis, saranno i giornalisti Katia Scapellato e Carmelo Miduri a dialogare con l’autore.
A curare le letture di alcuni brani Alessandra Fassari dell’associazione Generattivi e Stefania Saragozza dell’associazione “Salute Donna Odv”.
“Senza” è il racconto autobiografico, la cronaca dura, nuda, cruda, senza filtri, di una vicenda improvvisa piena di dolore e sofferenza infinita che si è portata via la vita di una persona e che ne ha mandato in frantumi un’altra. Ma è anche e innanzitutto la narrazione necessaria dello straordinario coraggio di una donna estremamente provata che, dopo un intervento chirurgico al cervello devastante e pericolosissimo, dalle conseguenze imprevedibili, ha lottato per tornare a una qualità della vita dignitosa con una forza e una tempra quasi incredibili alla luce della sua fragilità.
“È anche la storia del mio profondo Amore per lei e accanto a lei, la mia dolcissima e indomita leonessa Daniela, la mia adorata guerriera. – scrive Gaetano Perricone ripercorrendo quanto vissuta accanto a sua moglie – Giorno dopo giorno, a partire da quel 15 aprile 2024 che segna un punto di non ritorno nelle nostre esistenze, da Milano alla Sicilia, senza un attimo di sosta. Con enorme fatica, ma anche con una determinazione indispensabile e autorigenerante per sopravvivere a questa esperienza di vita inattesa, durissima, spaventosa e alfine tragica”.
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