“Manca un piano industriale – affermano Zappulla e Montalto – che possa rilanciare la zona industriale di Siracusa”
Sono diverse le perplessità espresse da Sinistra Italiana Avs riguardo la partenership di Eni e Q8 per realizzare a Priolo una bioraffineria.
“Ci chiediamo – scrivono i segretari provinciale e regionale, Zappulla e Montalto – se con questa manovra Eni ha intenzione di abbandonare del tutto il nostro territorio e se le promesse sottoscritte nell’accordo firmato con alcune parti sociali al Mimit nel marzo del 2025 sono da ritenersi superare o se Q8 intende mantenerle.
Sulla vicenda – proseguono – registriamo il cauto ottimismo di alcune parti coinvolte, ottimismo che seppur cauto noi non condividiamo, le preoccupazioni della Fiom-Cgil di Siracusa sui posti di lavoro che si sono già persi e che si perderanno nell’indotto metalmeccanico, preoccupazione questa sì che noi condividiamo, e le parole positive del governo, attraverso il ministro Urso, che definisce “scelta strategica” la partnership Eni/Q8 sulla bioraffineria.
Manca un piano industriale – insistono – che possa rilanciare la zona industriale di Siracusa verso un modello produttivo sostenibile sul piano ambientale, economico e occupazionale.
Una bioraffineria è certamente un asset industriale che intercetta un mercato in espansione come quello dei biocarburanti – concludono – ma è vero anche che una bioraffineria da sola non può garantire il mantenimento dei livelli occupazionali attuali e senza investimenti certi sulla bonifica e il risanamento del territorio, la riconversione degli asset e la costruzione di un sistema industriale moderno e innovativo questo territorio è destinato ad un futuro nero”.
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