Coinvolti creativi internazionali: architetti, designer e artisti
Ha già attirato l’attenzione e la curiosità di quanti vivono o attraversano Ortigia in queste giornate di festa. E’ l’installazione artistica che è comparsa nella piazzetta della Turba.
Si tratta di una delle opere prodotte nell’ambito di Cosmo, il festival annuale di Architettura, Paesaggio e Design che si tiene a Siracusa e nel distretto di Pantalica, coinvolgendo i comuni di Ferla, Sortino e Cassaro in occasione delle celebrazioni del Ventennale Unesco.
Il progetto è promosso dal Comune di Siracusa, che ha partecipato all’Avviso pubblico del Ministero del Turismo per l’individuazione di progetti volti alla valorizzazione dei Comuni avocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’Unesco, ottenendo il relativo finanziamento.
Tutte le installazioni sono temporanee, saranno presenti in città e nel territorio tra il 28 dicembre e il 12 gennaio.
“Il Festival – viene spiegato – ha l’obiettivo di creare un microcosmo, un ecosistema territoriale che promuova un uso sostenibile e collettivo del paesaggio, rafforzando il senso di comunità”.
Coinvolge creativi internazionali—architetti, designer e artisti—che progettano installazioni site-specific, temporanee o semi-permanenti, che riflettono l’unicità del luogo, offrendo nuove prospettive e integrandosi armoniosamente con l’ambiente storico e naturale di Pantalica e con gli spazi pubblici delle città coinvolte.
Il tema del Festival è quello di ragionare sul dialogo con il Contesto, con il territorio e la sua identità, culturale, storica e geografica. “Non solo uno sfondo – viene specificato – ma una parte integrante dell’opera stessa, un elemento che valorizza e modella il progetto in relazione allo spazio e alla comunità”.
Durante la prima edizione verrà chiesto ai partecipanti di progettare una sorta di Hut primitivo, capace di relazionarsi al contesto, ma allo stesso tempo di ospitare programmi legati al festival, come talks, presentazioni e concerti analogici, che interagiranno con il paesaggio circostante.
Le tre installazioni della prima edizione creano un filo virtuale tra Siracusa e Pantalica In Ortigia l’architetto svizzero Leopold Banchini ha immaginato un riparo urbano temporaneo.
Utilizzando legno carbonizzato superficialmente, pietra calcarea, pietra lavica proveniente dall’Etna, bronzo e feltro di lana di pecora, la struttura offre uno spazio ombreggiato per l’incontro e la riflessione. La doppia forma asintotica richiama sia il cono del vulcano che domina il paesaggio della Sicilia orientale sia la forma asimptotica della tecnica di scavo delle vicine latomie.
Il secondo intervento si sposta a Sortino, nella piazza dei Cappuccini, ed è progettato dallo studio FONDAMENTA.
Il padiglione progettato per Sortino è allo stesso tempo una piccola architettura e uno spazio scenico. Funziona come palco e come fondale urbano.
Il festival si conclude a Pantalica, nei pressi dell’Anaktoron, con una performance ideata dall’artista e architetto Didier Fiúza Faustino. Si terrà il 5 gennaio dalle 10.00 alle 13.00, rielabora il tema delle processioni dei santi siciliani, trasformandolo in un’azione contemporanea che mette in relazione rito, paesaggio e architettura primitiva.
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